I telefoni usa e getta sono tornati!

I telefoni usa e getta sono tornati!

Lo smartphone non è più cool, o meglio, alcuni hanno deciso di non seguire la massa e di ritornare nei primi anni 2000 con i famosi telefoni usa e getta.

Che succede?

La scelta è di molti, in realtà.

Alcuni ragazzi, tra i più opinion leaders, hanno scelto di ritornare a telefoni usa e getta “retrogradi” come i Nokia 3310 o 8110 (quello che sembra una banana) per le stesse ragioni. La salvaguardia della privacy dei propri dati e al modo in cui le app monetizzano sulla nostra attenzione è un fattore irreversibile.

“Il tuo smartphone è come un diario segreto, ma è caricato sul cloud e venduto agli inserzionisti,” dice Alice, una ragazza di 27 che vive e fa la musicista a Londra. C’è un capitalismo di base che non ha a cuore i nostri interessi, ma solo i propri affari.
“La società non cambierà mai”, continua, “perciò siamo noi a dover cambiare il nostro comportamento nei confronti della tecnologia.”

Chi utilizza i telefoni usa e getta dice che si sente più libero, più presente e più a suo agio con un telefono che non usa la sua vita personale per cercare di venderle continuamente qualche prodotto.

“Se voglio andare sui social media, lo faccio col tablet, che lascio a casa,” propone Alice, “ma il mio telefono è roba mia. Sono tornata a quando ero una ragazzina e mandavo SMS, e niente ansia di ‘Oh, qualcuno sta leggendo quello che scrivo.’ Quella sensazione da ‘stato di sorveglianza’ non c’era. Penso che piano piano si sia tutto sommato insieme in un culmine emotivo e mi sono detta, ‘Perché cazzo non faccio qualcosa?'”

 

 

Altri ragazzi ammettono che dopo essere passati a un telefono usa e getta si sono resi conto di quanto tempo sprecassero a controllare Instagram e le altre app.

E’ bello fare una pausa. E’ bello dedicarsi ad altre attività che ci piacciono, piuttosto che guardare con angoscia quello che succede nello smartphone.

Per non parlare dei problemi di concentrazione o di perdita di memoria.

Ma non è tutto. Negli ultimi cinque anni, è aumentata esponenzialmente una consapevolezza vera dell’importanza della privacy dei dati e della “salute digitale”. Sappiamo che fino a fine agosto, i contraenti di Apple potevano ascoltare le nostre chiacchierate con Siri (e ora invece saranno i dipendenti di Apple a farlo), i lavoratori di Microsoft possono ascoltare le nostre conversazioni su Skype, i dipendenti di Snapchat hanno abusato dei dati di accesso per spiare gli utenti. Sappiamo anche che alcune app possono accedere ai nostri microfoni. E lo fanno.

Ne parlano anche i muri di questo argomento e non è un caso che le persone inizino ad mollare gli smartphone. I dati sono il nuovo petrolio, ma sono una risorsa illimitata.

La privacy è la questione primaria quasi per tutte le persone che passano ad un telefono usa e getta.

E’ come sentirsi osservati, come un ingranaggio in una macchina capitalista di cui non hai il minimo controllo.

Le app hanno un grosso impatto sulla nostra salute mentale e Instagram, prima fra tutte, aumenta l’ansia e condiziona l’autostima.

Pensare di non riuscire a vivere senza l’Iphone è una percezione irreale, falsa. “Vai avanti esattamente come prima, ma senza sentire come se ci fosse qualcosa che ti aspetta nella tasca.”

 

nokia telefoni usa e getta

 

I telefoni usa e getta prenderanno davvero piede?

Difficile a dirsi.

Questa è anche l’era di TikTok e Depop e ovviamente gli smartphone possono essere anche strepitosi—altrimenti non li useremmo.

Possiamo fare foto assurde e mandare meme e ordinare qualsiasi cibo dritto fino alla nostra porta.

Ci sono cose però che possiamo fare per incontrarci a metà strada.

Cose come usare le modalità incognito, installare app che limitano l’uso. Usare estensioni che eliminano le metriche. “Il punto è cambiare il modo in cui interagiamo con la tecnologia, così che non si prenda più tutto,” dice Alice. “Possiamo trovare una via di mezzo, senza rassegnarci a essere munti costantemente di tutti i nostri dati.”

 

Vanessa Villa