Il lockdown può diventare il nostro anno sabbatico!

Il lockdown può diventare il nostro anno sabbatico!

E’ da anni che leggiamo articoli sull’anno sabbatico. E’ da anni che ne sentiamo sempre di più il bisogno.
Il lockdown è arrivato così. Inaspettatamente violento e brutale, è arrivato senza chiedere il permesso e ci sta mettendo alla prova.

E se ci volesse più tempo per tornare al lavoro?

E se fossimo destinati a ripartire piano piano, a poco a poco, in punta di piedi?
E’ quasi una certezza. Si ripartirà ancora tra qualche tempo. Nel frattempo però guarda le cose da un’altra prospettiva.

Potresti vivere un anno sabbatico (magari non voluto), ma pur sempre potrà portarti dei benefici.

Quali?

  • focalizzarsi sulle proprie priorità e colmare i gap nelle proprie competenze
  • studiare e approfondire skills che ti mancano
  • conoscenza di un settore legato alla propria professione
  • aumenta l’osservazione del mondo che circonda la propria attività

L’anno sabbatico, nell’antica tradizione ebraica, era quel periodo che ricorreva ogni sette anni e durante il quale, in onore di Dio, si lasciava riposare la terra, si condonavano i debiti e venivano liberati gli schiavi.

Un momento di meditazione necessario a tirare un po’ le somme per poi ripartire meglio di prima.

E’ un periodo di tempo in cui ci si dedica al riposo e in cui si possono sperimentare nuovi interessi e passioni riposti nel cassetto per seguire una carriera più tradizionale.
Diversamente dal Gap Year, quindi, l’anno sabbatico è più un’esperienza di crescita professionale che personale (a patto che le due dimensioni possano essere disgiunte). Un modo per mettere da parte le esigenze e le incombenze delle proprie mansioni per concentrarsi e approfondire alcuni aspetti del proprio lavoro.

Ci sono tante testimonianze di ragazzi usciti dal liceo completamente saturi e disorientati che hanno deciso di partire per un anno dedicandosi a se stessi e alle proprie passioni. Tutte esperienze che hanno dato i loro frutti professionalmente parlando e non solo, anche emozionalmente parlando. Sì, perché l’anno sabbatico è importantissimo anche per imparare a non mettersi più al secondo posto a discapito del proprio ego, del carrierismo spietato.

Questo momento di lockdown può essere uno slancio a prenderti questo anno per te.
A livello normativo in Italia è possibile prendersi un anno sabbatico dal proprio lavoro tutti i dipendenti, privati o pubblici, purché abbiano maturato almeno cinque anni di anzianità lavorativa in quell’azienda.
Ma ci sono delle specificità nei contratti collettivi nazionali.

Come fare?

Il lavoratore dovrà presentare alla propria azienda un progetto in cui sia esposto come s’intende spendere quell’anno e sul quale la stessa azienda deciderà la concessione o meno di questa possibilità (senza alcun obbligo rispetto al dipendente).

Durante l’anno sabbatico, inoltre, non si può svolgere altro impiego retribuito e non si percepisce alcuno stipendio dalla propria azienda, non si accumulano contributi Inps né anni di servizio, né ferie.
L’anno sabbatico è ovviamente un periodo di stop, di sospensione dell’attività lavorativa. Al rientro, il posto di lavoro è garantito e l’azienda può assumere qualcun altro ma solo per il periodo in questione.

Un modo per cambiare abitudini, un risveglio della propria fiamma interiore e una ventata d’aria fresca per il tuo cervello, l’anno sabbatico è un toccasana per te e per il tuo capo d’azienda.

Un approccio che impone una buona dose d’indipendenza, soprattutto dalle classiche strutture lavorative: l’ufficio, i colleghi, i capi, le deadline sono lasciate da parte per dare precedenza a obiettivi di sviluppo delle capacità personali in un percorso che sì, può essere svolto collettivamente ma al fine di raggiungere un traguardo che possa essere successivamente speso sul mercato del lavoro.