Quali sono i format culinari di maggior successo?

Quali sono i format culinari di maggior successo?

Ti starai chiedendo se davvero troverai quello che cerchi. Ebbene sì. Sei nel posto giusto, perchè qui scoprirai quali sono i format culinari di maggior successo. O meglio, leggerai quali sono le realtà imprenditoriali del settore food che stanno spaccando di più.

Locale con identità e chef con personalità

La vera novità è come lo chef interpreta quello che mangi. Il resto è marketing.

Sono due fattori che si combinano in ristoranti di successo. Il locale è frutto di uno studio di immagine e di scelte estetiche e di arredo. A questo si somma una ristorazione di alta qualità, con l’impronta identificabile di uno chef. Famoso in primo luogo per bravura, ma anche grazie alla tv e allo showcooking.

Tra i format culinari di maggior successo, esemplare è Enigma di Albert Adrià (fratello di Ferran) a Barcellona.

Un vero e proprio labirinto scenografico, il cui ogni sala riserva un’esperienza sensoriale al client. Sempre di Albert, il Tickets, tapas bar stellato, dove c’è una sala dedicata ai dolci, dal cui soffitto pendono bastoncini di frutti di bosco e fragole.
In italia, molto emozionale è la relazione con il cliente e la preparazione dei piatti al tavolo nel ristorante milanese Creanza. La presentazione “personale” del prodotto, la freschezzza e l’informalità sono i punti di forza dei Fishing Lab, che stanno generando una catena: a Montecatini terme e a Firenze, in apertura in Versilia.

 

 

Ristobusiness

E’ un ristorante attrezzato, con cucina modulabile e integrabile con attrezzature ad hoc, in grado sdi ospitare di settimana in settimana insegne di ristorazione diverse.
Pop Up è un Temporary Week restaurant, inventato da Aldo Rotunno, 39 anni, imprenditore brianzolo, che organizza eventi con migliaia di persone. “Ho pensato di predere l’attrattiva degli street food e offrirla in un ristorante. Il cliente trova sempre un’offerta diversa, che si ripete solo dopo 3-4 mesi” racconta Aldo, che ha inaugurato iil primo Pop Up a novembre 2019, a Monza. Tolte le spese fisse, l’incasso della settimana si divide con l’organizzazione, che si cura della comunicazione e della pubblicità. In una settimana infatti si possono incassare in totale circa 40mila euro. Le spese fisse sono circa 7mila euro.

Il trionfo della food experience

Tra i format culinari di maggior successo abbiamo inserito esempi di bar, caffetterie che hanno tanto da insegnare. Un esempio tra tanti è dato dalla popolarità immensa che posti come Starbucks o Buster Coffee sono riusciti a ottenere: in questi posti non ci si limita a bere un caffè come si potrebbe fare in un autogrill o al bar sotto casa. Bensì ci si sente parte di un’atmosfera estremamente caratteristica, dove il dato esperienziale assume un’importanza fondamentale, così come la condivisione del momento in cui il consumatore, foodie appassionato, si concede un break dal lavoro. In questo senso il brand ha un ruolo di primo piano.

Nei giardini degli Hotel

Tendenza altissima è “far rendere” i costosi spazi degli hotel, senza penalizzare i ristoranti interni, anzi attirando la clientela da fuori. Tra i format culinari di maggior successo, Cakes and Bubbles è un format che a Londra reinventa il momento del tè, sostituendolo con “bollicine” e dolci. L’hotel I Portici di Bologna ha un proprio ristorante, ma ha anche un’osteria, una pizzeria e una bottega con produzione di pasta fresca e cucina a vista. Torrefazione e caffetteria con food market. Ogni format crea occasioni di consumo. E la Bottega Portici si è duplicata, con un secondo locale, nel Palazzo Bega. Nell’hotel Dragonara, a Pescara, la hall di 1000mq sta diventando una food court, con location per vari format. A giugno inaugureranno bakery, sushi e pizzeria, più avanti la friggitoria.

 

 

Le parole di Gualtiero Marchesi

“Uno dei compiti che fanno onore al buon cuoco, è quello di divulgare e incrementare la cultura gastronomica, per un verso insegnando a mangiar bene e correttamente con il cibo offerto in tavola, per altro verso istruendo i giovani e passando il testimone a chi lo merita, introducendolo alla Cultura gastronomica, che quando è veramente tale è esperienza consapevole, ricerca applicata in continuo perfezionamento e adattamento alla vita.
E infine, memento! “Creare è: NON COPIARE”. Senza per questo inseguire il nuovo, il “mai visto” come attributo di per sé qualificante: possiamo riconoscere la novità tanto nel conosciuto quanto nello sconosciuto, importante è che attinga alla verità.