Quanto è importante la Digital Reputation nel mondo del lavoro oggi?

Quanto è importante la Digital Reputation nel mondo del lavoro oggi?

Lavoro e social media sono sempre più connessi e questo lo dimostra il fatto che il 44% dei recruiter scarta profili a causa della loro Digital Reputation.
Personal branding e reputazione online oramai sono la base.

 

Nell’era dell’overflow informativo, dei black mirror come estensioni identitarie e dei dati personali come nuovo petrolio, per citare l’ormai noto adagio dell’imprenditore e scrittore angloamericano Andrew Keen, era inevitabile che anche il mercato del lavoro dovesse fare i conti con la realtà dell’always on e dei social network.

 

Una rivoluzione in continuo divenire che chiama in causa nuove competenze e abilità, ma anche l’urgenza di una maggiore consapevolezza dei limiti e delle opportunità che la Rete offre non solo a chi cerca lavoro, ma anche a chi lo offre.

 

L’indagine Work Trends Study 2019, realizzata da Adecco in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e presentata nel corso di Wired Trends 2020, offre un’affascinante istantanea del cambiamento in atto, rivelando come il web e i social abbiano un peso crescente nella ricerca tanto di un lavoro quanto di un candidato e come tutto questo sia legato indissolubilmente alla costruzione di un’efficace e coerente reputazione online.

 

Social Recruiting

La ricerca online richiede meno investimenti economici (70,2%), meno tempo (58,1%), ma più investimenti in competenze tecniche (48,6%) rispetto alla ricerca tradizionale offline.
I candidati, infatti, spendono in media online il 72% del loro tempo per trovare lavoro. Così i recruiter, che ne impiegano il 45,1% per cercare potenziali candidati. Lo scenario è che l’online sia più che altro una vetrina dove candidati e recruiter possono mostrarsi, un luogo nel quale costruire la propria reputazione e promuovere se stessi.

 

Quali social

Tra le piattaforme più utilizzate per cercare un impiego, LinkedIn resta la favorita, lo sceglie il 58% dei candidati. Crescono anche Facebook (dal 27% al 32% in quattro anni) e Instagram (10%).

 

Quanto è importante il Personal Branding?

Tutto ciò che condividiamo nei nostri social media racconta qualcosa di noi e per questo motivo è importante porre la giusta attenzione al messaggio che passa.
Solo pochi si rendono conto di quanto sia importante la digital reputation. Un cv racconta solo i lati belli di un candidato e dà una visione parziale della realtà.

 

 

 

Per questo il 72% di selezionatori ritengono che i profili personali saino un vero e proprio specchio capace di riflettere una realtà più complessa e, se vogliamo, anche più veritiera, rispetto a un cv cucito su misura.

Il 44% dei recruiter ammette di aver scartato un candidato dopo aver visualizzato i suoi profili social. Foto sconvenienti e tratti della personalità non conformi alla posizione richiesta, sono le principali cause di esclusione di una candidatura.

Ogni candidato deve assolutamente attuare una vera e propria strategia di marketing personale nel lungo periodo. Occorre iniziare a pensarsi come un marchio da pubblicizzare all’interno di un mercato altamente complesso e competitivo.

 

Il personal branding è storytelling, il racconto di una storia appassionante e vera che ha come protagonista te stesso. Devi avere cura della narrazione e impegnarti nel tempo per raggiungere una vera e propria identity che vada a confermare che tutto quanto è sincero.

Il personal branding è oro per qualsiasi persona che voglia proporsi nel mondo del lavoro e non solo. E’ coerenza tra immagine e contenuto, è attenzione e cura dei dettagli.

 

 

Intelligenza sociale e creativa.

E’ il presente e questo ti deve bastare per credere che sia assolutamente fondamentale occupartene.

 

Vanessa Villa